Destino, Libero arbitrio. Il bene e il male

  • SEMINARIO:
  • COME SI RELAZIONA L’UMANO?  Destino, Libero arbitrio. Il bene e il male

  • LE CONFERENZE SONO SCARICABILI in formato WMA per ascolto su PC tramite un libero contributo via Paypal o bonifico. Facendo richiesta specifica (indicando titolo e data) al Team di Divulgazione in fondo a questa pagina.

    • Una singola conferenza : libero contributo
    • L’intero ciclo di studi: libero contributo

     La legge del contrappasso.

 Le forze dell’obbligo o della necessità (gerarchie)

le forze del libero arbitrio (Lucifero e Arimane)

 Il significato esoterico del perdono (Cristo)

 L’Iniziazione: tecniche di liberazione dal destino

L’uomo, quale essere spirituale del mondo celeste,non è libero; per divenire libero deve essere prima uomo.
Deve trovarsi condizionato da forze che lo afferrano e lo guidano dove egli si illude di essere libero, non distinguendo sé stesso dalla loro azione, credendo sé stesso nel pensare, sentire e volere, quando invece egli è in virtù di queste.
Egli deve comprendere il gioco e attuare la distinzione.
L’uomo crede di essere libero compiendo il loro movimento,vivendo nel loro dominio.
L’uomo in sé non è né peccatore,né egoista; lo diviene solo in seguito all’azione degli ostacolanti.
L’uomo è schiavo delle influenze che sorgono dalla sua corporeità, intessuta da azioni di forze ostacolanti, i quali suscitano in lui l’illusione della libertà.

Sino a che l’uomo agisce sotto la spinta dei propri istinti, tendenze e passioni, non è libero.
Egli crede di essere questi attributi. Si identifica con essi, credendo di sentirsi autorizzato a rivendicare le loro richieste. Perché li ritiene scaturenti dal suo essere. Ma essi non nascono dal suo vero essere.
Quello che sente agire in lui non è la sua vera entità. Sono impulsi che sorgono dalle necessità del corpo o da stimoli esterni. O da elementi subconsci a lui inconosciuti. Qui il suo vero essere non si manifesta affatto. Se egli mutasse il suo modo di pensare, se cambiasse coscienza allora verrebbe a conoscere desideri che sono molto diversi da quelli che ha ordinariamente.
Quegli impulsi sarebbero davvero liberi, perché li scoprirebbe allineati con il pensare morale del mondo, con l’armonia divina del cosmo.
Sino a che si respinge la possibilità di poter assurgere ad un pensare superiore, non si può essere liberi. La libertà passa attraverso un superamento del pensare stesso da ente riflettente ad organo di percezione della realtà superiore.
I veri desideri del vero essere dell’uomo non assomigliano a nessun desiderio terrestre: sono intuizioni che egli sperimenta al di fuori dell’esistenza naturale, senza che nella sua coscienza ordinaria vi sia neppure il presentimento dell’esistenza di un mondo spirituale.
Dice Steiner nella autobiografia, al dodicesimo capitolo: “all’uomo non è dato fin dal principio il suovero essere, la vera autocoscienza. Egli deve conquistarla dopo aver raggiunto un intesa della coscienza umana con se stessa”.


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