LA VITA DOPO LA MORTE. Dante alla luce dell’antroposofia

 

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Il mistero dell’aldilà Dantesco: esperienze dell’uomo dopo la morte. I legami fra i vivi e i morti.

 Abbandonare il corpo fisico, significa compiere un viaggio entro gli spazi cosmici. Il defunto compie un percorso di cambio di stati di coscienza e di mondi.

E’ possibile comprendere questo cammino da una prospettiva Dantesca, secondo la “Divina commedia”: attraversando le regioni che conducono alle vette dello spirito.

Chi lascia il piano fisico, resta unito a coloro che rimangono sulla terra attraverso uno stretto legame. Il defunto resta in rapporto, dopo la morte, con gli esseri che ama. Gli uomini devono qui sulla Terra conquistarsi sempre di più rappresentazioni sulla vita dopo la morte per essere in grado di ricordarsene dopo la morte, onde portare con sé qualche cosa al di là delle porte dell’aldilà. I pensieri che noi ci formiamo qui sui mondi spirituali sono un nutrimento per i defunti e per una delle forze più importanti che rimangono dopo la morte: la forza del pensare.

La Divina commedia

Punti di sintesi

MATTINO

  • Chi è Dante?

–    Panoramica mondi danteschi

  • Le 2 SOGLIE: entrare da dentro o da fuori nel M. Spirituale
  • I 4 modi per leggere la Commedia: letterale, allegorico, morale, iniziatico
  • Si vive una volta sola? La reincarnazione e l’iniziazione in una vita

11.45- 13 prima lettura

L’INFERNO: è dentro di noi (nel corpo astrale inferiore)

– L’esaltazione egocentrica (libertinismo) e il materialismo (odio per lo spirito)

– le tre bestie

– l’incontro con Virgilio (il Maestro, la ragione superiore)

– LASCIARE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTATE:

Topografia dell’Inferno: la voragine scavata al centro della terra: i gironi

– gli scopi di LUCIFERO E ARIMANE: i due diavoli. Abbagliare e oscurare

– la caduta da Enoc e dal Corano (Lucifero nato dal fuoco e Adamo dal fango)

– “tenere la luce per se, anche vivere nella luce di Dio”

– la caduta dell’uomo nella materia e il distacco dalla “matrice”

– Incarnazione di Lucifero (Cina) e Arimane (America)

– L’INTERNO DELLA TERRA: connessione fra Moralità e forze telluriche, atmosferiche (forze del metabolismo)

L’ottava sfera quale preparazione dell’inferno del futuro.

– L’inferno è la possibilità (durante la vita terrestre) di redimere Arimane tramite la creazione della fraternità e il perdono nel mondo.

– il Purgatorio è la possibilità di redimere Lucifero purificando se stessi (dall’interno di sé)

POMERIGGIO:

14 – 15,30

– Il defunto e l’iniziato, abbandonando il corpo, abbandonano la regione degli “inferi” (la Terra non fraternizzata)

– Il purgatorio: redimere Lucifero purificando se stessi

– Prima di Cristo, la vita dopo la morte era piu passiva. Egli discese a portare luce della coscienza entro la vita del disincarnato nel post mortem

– il sonno e la morte: l’uovo e il pulcino

– il quadro mnemonico: la vita che scorre al contrario

– i 3 giorni dopo la morte: srotolamento delle forze eteriche e fisiche del corpo

– le forze dei corpi fisico ed eterico, diventano il mondo dell’aldilà

– Kamaloca o regione del “disabituarsi dalle consuetudini terrestri.

– la coscienza dopo la morte e nell’iniziazione

– Purgare: le tre liberazioni o disassuefazioni: da desideri, ideali e sentimenti religiosi

– lo sperimentare il proprio corpo astrale

– Purgatorio: inventario e bilancio delle esperienze notturne terrestri

– il tempo che diventa spazio: osservazione e sperimentazione delle proprie azioni terrene. Memoria e chiaroveggenza

– si prova dolore causato ad altri, perché solo allora si capisce che si è UNO con tutti

–  ci si espande e ci si ingrandisce, al punto di compenetrare la terra intera: si è uno

– ci si sente diminuiti, inferiori e involuti, a causa del male prodotto

– la solitudine e l’esclusione dagli altri

– L’acuto dolore provato durante, si imprimerà su un atomo seme del corpo astrale, in modo incancellabile emergendo nella prossima vita come “voce della coscienza”

– Il Senso del perdonare: “donare” forze di progresso all’altro. La speranza.

chi perdona rafforza l’altro, lo promuove, lo aiuta a ripristinare quelle forze che gli erano state sottratte dall’azione malvagia stessa

– comparsa della tendenza karmica e il desiderio assoluto di incontrare di nuovo l’altro nella vita successiva per ripagare tutto il male con il bene

– nel kamaloca cambia anche la nostra forma spirituale; essa assume una conformazione particolare a seconda di ciò che proviamo: non si puo nascondere nulla

– Alla fine del kamaloca si è già stabilito in quali condizioni si vuole entrare nella prossima vita, ossia come ci si intende incontrare con le varie persone per pareggiare le diverse azioni.

– abbandono cadavere astrale: solo il Sé spirituale ascende oltre

– La comunicazione con i defunti porgendo domande all’addormentamento e ricevendo risposte al risveglio

– leggere ai defunti

– chi non ebbe grandi attaccamenti alle brame incontrerà le anime umane nella regione lunare

– chi ebbe rispetto etico e morale per il prossimo incontrerà le anime di Mercurio

– chi ebbe devozione per il divino incontrerà anime su Venere

16.00 – 18

– Il PARADISO o mondo divino

– l’incontro con  il proprio io

– Nella 1° regione reincontriamo genitori e i parenti; coloro che ci hanno permesso tramite i geni ereditari, il sangue, di incarnarci in un dato popolo, in una particolare famiglia: da loro abbiamo tratto lo strumento corporeo che ci sosteneva sulla Terra. Veniamo a sapere che il mondo fisico non ci apparteneva, neppure il nostro corpo: ci fu dato dagli esseri che dimorano qui: gli archetipi generatori di forme fisiche.

Nella 2° regione incontreremo uomini venerati o religiosi con qui avemmo a che fare; qui si assapora un’atmosfera di comunità: tutte le cose sprigionano un sentimento di fratellanza e di devozione. Conosciamo gli archetipi generatori della vita.

Nella 3° regione ritroveremo gli uomini con cui ci ritrovammo idealmente e moralmente. Comincia a parlare lo Spirito: si respira un’atmosfera pura e cristallina, carica di Spiritualità vivente. Conosciamo gli archetipi generatori del sentimento.

Nella 4° regione, arriviamo in un mondo dove vengono attinte tutte le idee, le invenzioni, le intuizioni che aiutano l’umanità a procedere, tramite l’applicazione di queste. E’ un mondo di creatività vivente.

Nel mondo spirituale non si va in giro, come nel m.fisico, guardando e osservando i suoi abitanti da fuori, come qui si guarda un vaso di fiori che ci appare di fronte noi,ad una determinata distanza.

Nel m.spirituale non si puo` dire: “io sono qui, e la` vi e` un essere, piu` oltre ve ne` un`altro”, ma si puo` solo dire: “io sono quell`essere”, perche` questa e` la vera sensazione che si prova.

  • L’ELABORAZIONE SPIRITUALE DEL FUTURO CORPO FISICO
  • IL PLASMARE I FUTURI ORGANI FISICI e i “PATTI” CON I PIANETI
  • LA CONTEMPLAZIONE DEL PROPRIO CORPO FUTURO COME UNIVERSO
  • IL LAVORO DELL’UOMO SULLA FISIONOMIA TERRESTRE
  • IL LAVORO UMANO ENTRO I RAGGI DI SOLE NEL MONDO VEGETALE
  • I DUE STATI DI COSCIENZA DELL’UOMO NEL DEVACHAN
  • Le simpatie e le antipatie reciproche che si presentano agli uomini durante l’esistenza terrena, sono determinate da accordi o disaccordi intessuti nel devachan
  • Il ritorno verso la terra
  • LA CROCE KARMICA: Dopo aver riattraversato la zona lunare, l’uomo attirà a sè la sostanza astrale che aveva abbandonato: prende su di sè una croce karmica, la quale costituisce quel fardello di impurità, di cattive abitudini e di imperfezioni che nella vita futura costituiranno un ostacolo da superare e da purificare.

LA CONCEZIONE DEL CORPO FISICO SULLA TERRA

  • Dopo essersi rivestiti del corpo astrale e aver conseguito la perdità della realtà universale in cui si era intessuti, avviene la concezione del corpo fisico, per mezzo di due genitori

IL BIMBO ALEGGIA ATTORNO AI GENITORI

IL NUOVO CORPO FISICO

Quando l’anima entro nel corpo che gli è dato dal padre e dalla madre, essa non lo conosce: penetra in un involucro inedito, sconosciuto che non gli è familiare.

— COME ATTUARE LA COMUNICAZIONI CON I DEFUNTI senza medianità.


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